Ci sono finali ed inizi. E poi c'è lo stare nel mezzo, che non mi è mai molto piaciuto
(cla)Amore

Ci sono finali ed inizi. E poi c’è lo stare nel mezzo, che non mi è mai molto piaciuto

Dicono che si torni sempre a casa. Prima, dopo o durante, tra finali ed inizi, le 4 mura dove ti senti protetta restano sempre le stesse.

Funziona un po’ così anche con le persone: ci sono quelle dove tornerai sempre, anche dopo mesi di assenza. Perché sai che troverai pace. Sai che ci saranno sempre a differenza degli altri che ti prendono e ti lasciano come carte di caramelle.

Funziona un po’ così anche quando scrivi: ti ci vuole un posto dove buttare fuori tutto prima di esplodere. Ma in realtà passano anche anni senza scrivere o su altri lidi, ma sempre qui si torna.

Sono stati anni difficili gli ultimi. Ci sono state numerose fini e qualche inizio, che purtroppo è stato un coito interrotto troppo presto. Spesso andati di pari passo, tra periodi di inattività celebrale e cardiaca: ovvero dove non ho avuto nessuna voglia di amare e di pensare, ma dove poi ho avuto tantissima voglia di amare e di pensare, costruire, vivere.

Sono stati anni densi di lacrime ed emotività: non sono capace di stare lontana dai guai del cuore.

E come sempre, sono stata lasciata da parte, succede da quando sono ragazza. Dovrei esserne abituata porca miseria, e invece ogni volta arrivo impreparata agli stronzi. Ancora di più a quelli perfettini. Mi odio. Odio e mi odio.

Pronti non lo si è mai. Ma mai riuscirei a fare a meno di farlo battere questo maledetto e bastardo cuore che ho dentro. La speranza è che almeno la testa si fermi un attimo che pare di stare sempre in giostra. Per il resto è periodo di analisi, così dicono. Ma c’è poco da analizzare a dire il vero… poco cambia nella mia vita. O meglio, in realtà sono cambiate tantissime cose ma io resto più o meno sempre la stessa. In cerca di prospettive diverse.

Ho perso la mia migliore amica, che in realtà non è mai stata la mia migliore amica. Ma lo era. Lo è sempre stata fin dall’inizio, da quando il mio cuore ha incontrato il suo, fin da quando sono uscita da lei. Fin da quando mi ha dato la vita. E’ stata l’amore sincero, di quelli che non sei più abituata a vivere da grande. Ma la mamma è vero, resta pur sempre la mamma. E mi manca da impazzire, ogni singola ora del giorno.

Ma i percorsi di vita che si intraprendono, portano numerosi temporali. Tra cui strascichi del passato che continua a stare a galla, fermando il futuro.

Non ho mai avuto paura di cambiare, se non all’idea di perdere quei punti che ti sembrano le tue certezze.

Il cambiamento è sempre stato sano alla fine, nonostante che io non ami particolarmente i temporali. Anche se la pioggia scrosciante, credo sia una delle più belle cose che la natura ci abbia regalato. Quella malinconica sensazione che riesce ad abbracciarti.

In qualche modo me ne sono andata, anche se non fisicamente. Lui è stato l’ultimo dei miei percorsi sbagliati, massacranti, distruttivi. E probabilmente mi sono messa in condizioni di separare il dolore dal passato. Si arriva ad un punto, dove non ci sono più i fili di congiunzione tirati, che le lacrime devono avere fine. Dopo mesi di pianto, ho detto stop.

Non è nemmeno questione di sapere se le scelte sono state giuste o sbagliate. Le scelte sono sempre il dirittto che ognuno di noi ha di poter vivere a modo suo, quindi qualsiasi scelta finale, è cosa buona e giusta. Anche se va di merda, poi.

Almeno hai avuto il coraggio di rischiare e provare. E quindi, quando le mani che ti tengono si allentano, è il momento di saltare giù e guardare avanti, almeno tentarci.

E salvarsi, salvarsi sempre

Quando hai di nuovo la testa bassa, arrivano persone nuove, persone che sanno conoscerti, persone che vogliono conoscerti. E sanno darti calore. Sanno darti sorrisi. Sanno darti parole. Abbracci. Tutto si gira, un vortice di nuove idee, di nuovi sentimenti, di nuove emozioni. Anche se non sei pronta, anche se tiri ancora quella coperta troppo corta, ostinandoti a pensarla lunghissima.

Ma non tutte le persone si scelgono, arrivano. Per un motivo. Per qualcosa che prima o poi si capirà. Anche lui è arrivato per quello. Ma ha scelto di non rimanere.

Non so perché, poi ve lo racconterò. Non sto più nella zona di mezzo. Sto.

Questo 2026 mi deve qualcosa: speriamo solo che il cuore continui a battere, fortissimo, sempre.

Speriamo nei baci, negli abbracci, nelle cazzate. Speriamo di poter sorridere ancora. Tantissimo.

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