(cla)Amore

La tua storia in un disegno. Ogni tratto è sempre la pagina di un libro che ti racconta

“Ma tu le disegni spesso le persone che incontri?”

“Non molto spesso. Devo averne voglia. Devo sentire qualcosa che mi sfiora. Uno sguardo, un sorriso, un particolare. L’angolo della bocca, una fossetta, i capelli. Un’emozione da buttare giù con la matita. Se poi quella persona mi trasmette qualcosa, beh, mi viene proprio la voglia di prendere la matita.

Rigorosamente in bianco e nero, perché mi piace scavare, mi piace andare oltre. Prendo la sua foto e la scruto. Dopo aver vissuto quella persona per quanto posso. L’anima io l’ho sempre vista in bianco e nero: non si possono nascondere i difetti senza il colore, non si possono usare sfumature più forti per coprire ciò che si vuole nascondere. Il bianco e nero è arte. Vede oltre. Senza compromessi, senza astuzie.

E la mina scorre leggera. E cancelli, perfezioni. Riguardi. Ricorreggi, non trovi mai la quadra. Da dove parto? Dagli occhi, Sempre. Se prendi lo sguardo, quello sguardo, tutto il resto viene di seguito. Come se il viso e gli abiti scivolassero dietro. Morbidi, viziosi, vivi.

E non c’è niente da fare. Lo sguardo di un disegno lo devi prima amare in qualche modo.

Non di quell’amore scontato. Ma deve penetrarti tanto da riuscire sul foglio di carta vuoto. Uno strappo nella vita di tutti giorni. Ti fermi e lo riempi. Ogni segno fatto è un pezzo della sua anima che sai rubare senza dover chiedere.

Un disegno è un dono regalato. Una passione coltivata giorno dopo giorno. Sarà per quello, che ho disegnato e regalato ritratti di tanti bambini che hanno fatto parte della mia vita. Tutto pulito, tutto limpido. E sono ancora appesi nelle case, all’ingresso. Ancora dopo 20 anni. Amo le persone che posso leggere come un libro. E come vale la pena leggerlo, vale la pena raccontale con un tratto. E come un libro, capirlo. Rileggerlo. Tenerlo a fianco di notte, lì sul comodino.

Martin Luther King diceva: “Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere. Poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita”.

Ti auguro che qualcuno ti disegni paesaggi astratti, cuori rossi e scarabocchi senza senso, occhi dove specchiarti e riconoscerti oltre. Ma soprattuto che ti disegni orizzonti dimenticati. E infilandoti una mano nelle tasche, riesca a rubarti i confini che hai accettato.

Imparare a disegnare è davvero una questione di imparare a vedere, e questo significa molto di più che guardare semplicemente con lo sguardo.- Kimon Nicolaides

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